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Umberto Saba

Umberto Saba è stato un poeta, scrittore e aforista italiano.

Saba nasce a Trieste il 9 marzo 1883, vive un’infanzia malinconica, triste e tormentata a causa della mancanza del padre, fuggito prima della sua nascita.

Venne allevato dalla balia slovena detta ‘Peppa Sabaz‘, da cui prende probabilmente il nome Saba.

Il vero nome del poeta è Umberto Poli, sceglierà lo pseudonimo di Saba per l’amore e l’affetto che la balia riversa sul bambino.

Saba infatti la considera, come egli stesso scrisse: ‘madre di gioia‘.

Nel 1911 lo scrittore italiano pubblicò la sua prima raccolta di versi, ‘Poesie‘, a cui fece seguito la raccolta ‘Coi miei occhi‘, reintitolata successivamente ‘Trieste e una donna‘.

Compose anche un’opera teatrale, l’atto unico ‘Il letterato Vincenzo‘, concorrendo ad un premio organizzato dal Teatro Fenice, che però si rivelò un fiasco.

Nel 1913 il poeta si trasferisce con la famiglia a Bologna a causa di una crisi dovuta ad un’infedelta della moglie.

Collabora con il quotidiano ‘Il Resto del Carlino‘ e, nel 1914 a Milano, dove gestisce un caffè del Teatro Eden, si ispira alla raccolta ‘La serena disperazione‘.

Prima Guerra Mondiale

Durante la Grande Guerra si incentra alla lettura dell’opera di Nietzsche riacutizzandosi delle crisi psicologiche.

Nel 1918, a causa delle crisi, venne ricoverato all’ospedale militare di Milano.

Al termine della guerra Saba, ritornato a Trieste, rileva la libreria antiquaria Mayalander in società con Giorgio Fano.

Fano in seguito gli cedette la sua quota rimanendone unico proprietario, ribattezzandola Libreria antica e moderna.

Nel 1922 vide la luce la raccolta della sua produzione poetica ‘Il Canzoniere‘.

Negli anni che seguirono la critica andava scoprendo la sua opera e la nuova generazione di scrittori e poeti, considerandolo un maestro.

Seconda Guerra Mondiale

Poco prima dello scoppio della Seconda guerra mondiale, nel 1938, il poeta cedette la libreria al commesso per la promulgazione delle leggi marziali fasciste.

Fu costretto ad emigrare con la famiglia a Parigi, ritornando poi in Italia alla fine del 1939 a Roma.

Deciso ad affrontare con gli altri italiani la tragedia nazionale della guerra, ritornò nuovamente a Trieste, fuggendo poi nel 1943 con la famiglia nascondendosi a Firenze.

Intanto a Lugano uscirà la raccolta di versi ‘Ultime cose‘, aggiunta poi nella definitiva edizione del ‘Canzoniere‘, che uscirà a Torino nel 1945.

Nel 1946 Umberto Saba vinse il primo Premio Viareggio per la poesia del dopoguerra.

Seguirono nel 1951 il Premio dell’Accademia dei Lincei e il Premio Taormina, e nel 1953 ottenne la laurea honoris causa dall’Università di Roma la Sapienza.

Riconosciuto come un grande poeta, Saba ebbe un avvicinamento religioso convertendosi al cattolicesimo facendosi battezzare.

Il suo matrimonio però non venne convertito per mancanza di adeguata preparazione.

Gli ultimi mesi di vita e morte

Ormai stanco e malato, nonché sconvolto per le condizioni di salute della moglie, nel 1955 si fece ricoverare in una clinica di Gorizia.

Il 25 novembre del 1956 l’amata moglie muore, il poeta, uscito dalla clinica solo per partecipare al suo funerale, ne fece ritorno.

Saba muore nove mesi dopo, il 25 agosto del 1957, lasciando incompiuto il romanzo d’ispirazione autobiografica ‘Ernesto‘.

Alla stesura di ‘Ernesto‘ lo scrittore italiano aveva dedicato i suoi ultimi anni, e venne pertanto pubblicato postumo.

Opere e Poesie di Umberto Saba

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