Cos’è Ebola?

Cos’è Ebola?

Ebola è il virus responsabile dell’epidemia che si è diffusa in Africa occidentale negli ultimi tempi.

E’ una epidemia senza precedenti.

Ritenendo di poterla tenere sotto controllo, è sfuggita alle autorità sanitarie registrando purtroppo centinaia di morti.

Ma facciamo il punto: Contrarre Ebola è estremamente difficile, solo se si è strettamente a contatto con persone infette si corre il rischio di esserne contagiati, poichè si trasmette attraverso i fluidi corporei.

Innanzitutto cos’è Ebola?

In passato Ebola è stata causa di diverse malattie, fino ad ora sono stati isolati quattro ceppi del virus di cui tre letali per l’uomo.

Il virus, per chi ne viene contagiato, causa una febbre emoraggica ed è estremamente mortale.

Il primo ceppo fu scoperto nel 1976 nella repubblica Democratica del Congo.

Dall’inizio della sua scoperta ha causato un elevato numero di morti e, verosimilmente, si trasmette all’uomo tramite contagio animale.

Il virus da contagio di Ebola si diffonde tra chi è entrato a contatto con il sangue e i fluidi corporei di soggetti infetti.

Per riconoscere se si è affetti da Ebola i sintomi della febbre emorragica sono:

Febbre
Vomito
Diarrea
Dolore o Malessere generalizzato
Emorragia interna ed esterna

La morte è causata generalmente da shock ipovolemico o sindrome da disfunzione d’organo multipla.

E’ classificato come virus di Categoria A e potrebbe essere utilizzato come arma biologica.

Tuttavia, a causa dell’alto tasso di mortalità e a livello di contagio, non potrebbe comunque essere usato.

Nota: Ebola sembra essere un virus zoonotico delle popolazioni di Gorilla di pianura dell’Africa centrale.

Portatrici del virus sono anche i pipistrelli che, identificati come portatrici del virus, sono ritenuti ospiti naturali anche se non mostrano sintomi.

Ebola: Come si diffonde e cosa provoca

1 – Il virus attacca i recettori dell’ospite mediante il peplomero glicoproteico veicolandosi in vescicole per endocitosi nella cellula ospite.

2 – Fusione della membrana virale con la membrana vescicolare; il nucleocapside è rilasciato nel citoplasma.

3 – L’ssRNA anti-senso incapsidato è usato come stampo per la sintesi (3′ – 5′) di mRNA poliadenilato, monocistronico.

4 – Traduzione dell’mRNA nelle proteine virali utilizzando le strutture della cellula ospite.

5 – Elaborazione post-traduttiva delle proteine virali.Dal clivaggio di GP0 (precursore glicoproteico) derivano GP1 e GP2, che vengono abbondantemente glicosilate.

L’assemblaggio di queste due molecole, prima in eterodimeri, e poi in trimeri, costituisce la superficie del peplomero.

Un precursore glicoproteico di secrezione subisce un clivaggio in SGP e delta peptide, entrambi i quali rilasciati dalla cellula.

Conclusione:

Nonostante vari studi, ancora non è stata identificata la riserva naturale di ebolavirus.

A tutt’oggi, un antidoto contro questa forma di virus, purtroppo non è stato ancora trovato.

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